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CARMIGNANO
Come si è detto a Carmignano si produceva
vino fin dall’epoca etrusca e romana.
Già alla fine del XIV secolo il mercante pratese Francesco
Datini comprava a caro prezzo il vino di Carmignano per la sua
cantina, e nel Seicento il poeta Francesco Redi lo decanta come
vino degno di Giove.
Infine il territorio di Carmignano può vantare di essere
stato selezionato nel 1716 dal Granduca Cosimo III de’ Medici
come una delle quattro zone a vocazione viticola del Granducato
di Toscana. Il Decreto Motu proprio ed il Bando difatti regolamentavano
con norme precise la produzione, i limiti geografici e il commercio
dei vini prodotti in tali aree, costituendo la prima “doc”
esistente al mondo.
Alla fine dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento
la cantina dell’azienda del marchese Niccolini, i cui terreni
fanno oggi parte di Capezzana, produceva ed esportava il vino
di Carmignano.
Venne poi un periodo di eclissi. Negli anni Trenta l’antica
DOC Medicea fu inglobata nella DOC Chianti Montalbano. Il ritorno
alla denominazione “Carmignano” rappresentava per
i produttori carmignanesi il recupero della identità storico-territoriale
del loro vino e fu una conquista lunga e difficile, alla cui realizzazione
dette un contributo fondamentale Ugo Contini Bonacossi.
Nel 1975 fu finalmente riconosciuta la DOC Carmignano, retroattiva
- per il vino invecchiato - fino alla vendemmia 1969.
Nel 1990 è stata ottenuta anche la DOCG, retroattiva fino
al 1988. |
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